Pensieri e parole di uno che vuol bene al suo Paese e al Pianeta

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Utente: riccardocanesi
Nome: Riccardo Canesi
Laureato in Geografia Regionale. Mi occupo di ambiente da circa 25 anni.Sono stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi.Ho avuto negli ultimi vent'anni diversi incarichi istituzionali (Consigliere comunale, Deputato, Capo della segreteria del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi). Dal 2005 ho ripreso la mia attività di docente di Geografia nelle scuole medie superiori . Collaboro con l'Università di Pisa, con Euromobility, l'Associazione nazionale dei Mobility Manager e la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

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giovedì, 31 gennaio 2008
Il 1° marzo Conferenza sul recupero a fini ciclo-pedonali della ex Ferrovia Marmifera di Carrara

Ferrovie vecchie ma non  dimenticate.

Un progetto per il recupero ciclo-pedonale della Ferrovia Marmifera di Carrara

 

Conferenza-Dibattito

 

Aula Magna dell’ITCG “D.Zaccagna” - Viale xx Settembre – Carrara

 

Sabato 1° marzo 2008 – ore 9 / 13

 

Ore 9,00 - Saluti del Preside , Prof. Luigi Corsi, e del Sindaco di Carrara, Angelo Zubbani

 

Ore 9,20 - Introduzione del Prof. Riccardo Canesi (ITCG “D. Zaccagna”)

“Il futuro corre….in bicicletta”

 

Ore 9,40 – Arch. Andrea Porchera (Legambiente)

“ Il progetto di Ciclopista dei Marmi nel tratto S.Martino- Avenza “

 

Ore 10,00 – Prof.ssa Alessandra D’Aietti (Presidente Fiab-Ruota Libera Apuo-Lunense)

“ Un Museo all’aperto sulla storia del trasporto dei marmi “

 

Ore 10,20 -  Mario Venutelli (Presidente di Italia Nostra-Sez.Apuo-Lunense)

“La storia della Ferrovia Marmifera di Carrara”

 

Ore 10,40 – Coffee Break

 

Ore 10,50 – Dott. Claudio Pedroni (Federazione Italiana Amici della Bicicletta )

“Il Progetto Bicitalia : una rete nazionale di percorsi ciclabili”

 

Ore 11,10 – Prof.ssa Giovanna Bernardini (Assessore alla Cultura del Comune di Carrara)

”Leggere il territorio”

 

Ore 11,30 – Dott. Annarosa Andrei (Vice-Presidente Fiab – Ruota Libera Apuo Lunense)

“ Cicloescursionismo e iniziative Fiab nel territorio tosco-ligure”

 

Ore 11,45 – Dibattito con la partecipazione degli insegnanti del Corso Geometri

 

Ore 13,00 – Conclusioni

 

TUTTI GLI ALUNNI SONO INVITATI PER QUESTO GIORNO A VENIRE A SCUOLA IN BICI

Postato da: riccardocanesi a 15:56 | link | commenti

martedì, 22 gennaio 2008
Giovedì 31 gennaio incontro sul Water Front

Il Comitato per la Salvaguardia del Litorale Apuano si riunirà giovedì 31 gennaio ,alle 18, nei locali della Circoscrizione di Marina, in Piazza Menconi.
Tema dell'incontro il Progetto di Water Front presentato dall'Autorità Portuale.
Saranno presenti anche il Presidente della Circoscrizione di Marina , Fausto Cenderelli , e gli architetti Claudia Bienaimè, Valerio Oppo e Andrea Porchera.Tutti i cittadini interessati a salvaguardare il territorio  costiero e a confrontarsi  civilmente  sono invitati a partecipare . Riccardo Canesi

 

 


Postato da: riccardocanesi a 10:00 | link | commenti

Cemento al posto della terra nelle aiuole di Marina di Carrara

Gentile Sindaco, alcuni cittadini mi hanno fatto notare che ,nei recenti lavori di ristrutturazione e pavimentazione del marciapiede prospiciente la Caserma della Guardia di Finanza , in Piazza a Menconi a Marina di Carrara, la ditta che ha eseguito tali lavori ha completamente cementificato la base del tronco delle 11 piante ad alto fusto corrispondenti alle 11 aiuole realizzate con bei cordoli in marmo bianco .
Per salvarsi evidentemente la coscienza, hanno pensato bene di ricoprire poi il tutto con terra.
In merito a ciò allego delle foto eloquenti .Inutile sottolineare come, se non si interviene subito, tali piante siano destinate a morte certa.
E' comunque davvero strano, per non dire grave, che la direzione lavori abbia permesso ciò.
Sulla vicenda mi risulta che ci sia già stato un interessamento del Presidente della Circoscrizione e dell'Amia che avrebbe fatto causa all'azienda.
Indipendentemente dagli esiti giudiziari della questione, ritengo opportuno che Lei intervenga immediatamente, attraverso l'Amia od operai comunali , che in poco più di un'ora potranno ripristinare la situazione preesistente e salvera gli alberi.
Visto che nel ns Comune c'è già poco verde pubblico, quello che abbiamo cerchiamo almeno di non maltrattarlo!
Grazie dell'interessamento.
Cordiali saluti.
Riccardo Canesi

Postato da: riccardocanesi a 09:50 | link | commenti

lunedì, 21 gennaio 2008
Il 24 gennaio alla Spezia si degusta la Grenache con Gianni Fabrizio di Slow Food

L’azienda vitivinicola PRIMA TERRA  informa che le condotte Slow Food della Spezia e Levanto continuano il fitto programma di incontri sul territorio per la promozione e tutela del patrimonio gastronomico locale e non solo.

Il prossimo importante  appuntamento è dedicato ad un grande vitigno e quindi a grandi vini selezionati e degustati da GIANNI FABRIZIO della redazione di Slow Food Editore e curatore della guida ai Vini d’Italia e grande conoscitore dell’enologia mondiale.

 

 

GIOVEDI 24 GENNAIO

LABORATORIO DEL GUSTO®

ORE 18 presso URBAN CENTER della Spezia

(in via Fazio presso il Teatro Civico)

UN GRANDE VITIGNO DEL MEDITERRANEO:

LA GRENACHE

 

Laboratorio del gusto incentrato sul vitigno “grenache” che agisce come rivelatore di terroir e capace di plasmare l’identità dei grandi vini del Mediterraneo. Guiderà la degustazione GIANNI FABRIZIO grande conoscitore di vini del mondo  presentando alcuni vini del Mediterraneo a base di grenache conosciuta come grenaccia, alicante in Toscana, cannonau in Sardegna e diffusa in Francia e Spagna. A queste varietà sarà affiancata  anche una preziosissima realtà locale e un produttore “mondiale” del nostro territorio vale a dire WALTER DE BATTE’ che produce con PRIMA TERRA  il Cericò, (a base di grenache e sirah)  nel recuperato “ e difficile”   vigneto di Sarricò  sulle alture di Riomaggiore  con annessa cantina a Campiglia.

 

Al termine del laboratorio sarà servito un piatto unico della cucina del  Mediterraneo.

 

Il costo del laboratorio è di € 30,00 (€ 20, 00 per i giovani under 30)

 

Si prenota via e-mail a  schiffini1963@libero.it

Gianfranco: 348-2305952

 

 

Postato da: riccardocanesi a 16:46 | link | commenti

“Referendum Firenze : Euromobility a favore del Tram .NO alla moratoria.”

 

 

Euromobility, l’Associazione nazionale dei mobility managers e per la mobilità sostenibile ,interviene sul dibattito pre-referendario fiorentino in merito alle nuove linee tranviarie   con il suo Responsabile per le Relazioni Istituzionali Riccardo Canesi, già componente peraltro della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati  ed ex Capo della Segreteria del Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi.

Noi italiani – dichiara Canesi – siamo bravissimi a farci del male da soli . Siamo già stati ridicolizzati sulla stampa mondiale per la spazzatura di Napoli, forse lo saremo nuovamente se passasse una posizione contraria al tram a Firenze.

Come è possibile , in una tra le città più inquinate e congestionate d’Europa e, nel contempo tra i più bei centri storici al mondo, essere contrari alla forma più ecologica di trasporto pubblico?

Solo un’ubriacatura ideologica (la stessa che ha impedito di completare il ciclo dei rifiuti in Campania) è alla base di una posizione contraria al tram che libererà le strade di Firenze di vecchi  autobus inquinanti.

Tutte le città europee di medio-grandi dimensioni si sono orientate su questa scelta strategica da decenni. Ad esempio, a Strasburgo, in Francia, i negozianti hanno triplicato il giro d’affari da quando il tram passa nelle strade del centro storico tanto che oggi, sono i primi a contendersi il passaggio delle nuove linee in costruzione.

Le ragioni di questo successo sono molteplici. Innanzitutto, le caratteristiche tecniche del tram, che è un vero gioiello della tecnologia. Confortevolezza, comodità, facile accessibilità, economicità di gestione, sono gli elementi vincenti che hanno consentito la crescita esponenziale dei passeggeri rispetto ai precedenti servizi su gomma.

Le innovazioni tecniche più importanti dei nuovi tram sono:

-         Le moderne vetture articolate, che hanno consentito di realizzare lunghi convogli di grande capacità, facilmente inseribili anche in strade strette e tortuose: veicoli silenziosi e molto confortevoli;

-         la tecnologia del pavimento ribassato a livello dei marciapiedi di fermata;

-         i nuovi metodi di posa degli armamenti tranviari in sede stradale, che distribuendo i carichi mobili dei veicoli su una vasta superficie, e utilizzando un insieme di materiali innovativi, consentono di evitare ogni trasmissione di vibrazioni agli edifici adiacenti, e di ridurre la rumorosità di questi veicoli, che oggi è di circa 20 decibel inferiore a quella degli autobus e del traffico  motorizzato in genere;

-         la grande sicurezza di frenatura che caratterizza i tram d’oggi, che oltre ad essere dotati della normale frenatura dispongono anche di una frenatura d’emergenza che agisce direttamente sulla rotaia con pattini elettromagnetici articolati.

Per questi motivi, riteniamo che la scelta del Comune di Firenze di riorganizzare il sistema di trasporto collettivo con la costruzione di tre linee tranviarie sia stata di grande lungimiranza e nell’interesse di tutti i fiorentini. Tra qualche anno, i trasporti fiorentini potranno diventare un modello per tutto il Paese.

Invitiamo pertanto i cittadini fiorentini a votare No  al Referendum Consultivo del 17 febbraio che chiede la moratoria sulla costruzione delle linee tranviarie 2 e 3.

 

EUROMOBILITY

 

 

Postato da: riccardocanesi a 15:02 | link | commenti

Un contributo di Italia Nostra sulla "novità " dell'acciaieria alla Fornace Saudino

LO SCOTTO DA PAGARE PER L’INSEDIAMENTO DELL’ACCIAIERIA IN ZONA BAUDONI
 
Sembra certo ormai che sul nostro territorio sarà edificato un maxi deposito per lo stoccaggio di milioni di tonnellate di laminati di acciaio.
I terreni già scelti per costruire i mega capannoni sono quelli limitrofi alla ex Fornace Saudino, in zona Baudoni, quindi molto vicini al casello dell’autostrada Genova-Livorno nonchè alle banchine del Porto, dove attraccheranno le navi cariche dei suddetti laminati che poi i camion trasporteranno nel deposito.
Il Sindaco, nelle numerose interviste rilasciate alla stampa locale, ha informato i cittadini che per realizzare il nuovo complesso occorreranno circa 100 mila metri quadrati di terreno, acquistati ovviamente dal famoso multimiliardario imprenditore indiano delle Acciaierie, con sede a Londra. Quando la mega struttura sarà realizzata verranno assunte 150-200 persone per lavorarvi. La nuova attività incrementerà senza dubbio l’economia portuale e quella di tutto il comprensorio e costituirà una vera e salutare boccata d’ossigeno per la comunità apuana… Il nostro Sindaco, ancora, rassicura la cittadinanza che i laminati d’acciaio scaricati nel Porto e stivati poi nei capannoni ne saranno rimossi soltanto al momento della vendita e che nel frattempo non subiranno alcun tipo di lavorazione.
Francamente, a ns. avviso, sembra eccessivo impiegare un così esorbitante numero di addetti per operazioni relative al solo deposito merci, sia pure in quantità notevole!
In verità il maggior problema di aziende siderurgiche di quel tipo non è il trovare siti da destinare a mero stoccaggio a breve termine dei laminati d’acciaio (infatti sono molto richiesti e appena prodotti vengono immediatamente acquistati)… ma piuttosto quello di trovare la disponibilità della gente del luogo ad accogliere l’insediamento di complessi del genere, dove i laminati devono essere trattati con procedimenti chimici molto inquinanti prima di essere pronti per la vendita.
Tali lavorazioni, evidentemente, non sono affatto gradite nei paesi ove si tiene debito conto della salute delle persone e dell’ambiente. Si tratta, infatti, di processi molto impattanti, in quanto i laminati devono essere prima tagliati nelle diverse pezzature (e questa operazione comporta lo sviluppo di polveri contaminate da vari metalli pesanti); successivamente devono essere lavati e sgrassati e, a tal fine, vengono impiegati enormi quantitativi di acido solforico e trielina (tricloroetilene); dopo di che si passa alla fase della zincatura, eseguita adoperando ossido, cloruro, solfuro e cromato di zinco, utilizzati quali rivestimento protettivo contro la corrosione; infine si procede alla verniciatura finale di questi laminati, sia per aumentare la protezione delle superfici dalla corrosione che per attribuire loro caratteristiche estetiche di colore e lucentezza.
La gamma delle sostanze chimiche impiegate per le vernici è costituita da resine naturali o artificiali: olii modificati, idrocarburi alifatici e aromatici, esteri, silicati e solfati etc., che assicurano l’adesività, la resistenza meccanica e chimica, la lucentezza e la difesa contro la corrosione - come si è già detto - ai laminati in questione.
Si immagini, ora, quanti milioni di metri quadrati di laminati dovranno essere trattati e si pensi alle tonnellate di acido solforico, di tricloroetilene, di cromato di zinco, di ossido di zinco, di cloruro e di solfato di zinco e ai vari tipi di vernice che verranno utilizzati per effettuare queste lavorazioni ogni giorno. Si avrà un’idea della mole di veleni micidiali residui che quotidianamente verranno scaricati nell’ambiente.
Bisogna tener conto poi dell’intensa circolazione di mezzi di trasporto che saranno impegnati giornalmente per movimentare tutte le merci, sia in entrata che in uscita dal deposito; oltre a creare indiscutibili problemi di traffico (visto che si è in prossimità di un casello autostradale molto praticato) ciò comporterà l’aumento del tasso di inquinamento già notevole in zona, a causa dei fumi di scarico dei locomotori…
 
Carrara, 20. 01.2008                                                                  
   p.       ITALIA NOSTRA

                                                               Sezione Apuo-Lunense
                                                                 "Luigi Biso"

Postato da: riccardocanesi a 10:38 | link | commenti (1)

sabato, 12 gennaio 2008
Progetto di Water Front : evitiamo l’ennesima cattedrale nel deserto. Carrara ha già dato

.

 

Ho partecipato qualche settimana fa alla presentazione in Circoscrizione del progetto di Water Front per Marina di Carrara  proposto dall’Autorità Portuale .

Riconoscendo all’Autorità Portuale l’indubbio  sforzo finalizzato a minimizzare l’impatto ambientale  di questo porto sulla città , ormai insostenibile, la discussione secondo me poggia  su presupposti sbagliati.

Innanzitutto la soluzione prospettata  sembra configurarsi peggiore del male.

Il progetto, nei fatti, risulta proporre la soluzione delle incompatibilità tra porto e città semplicemente isolando, confinando e separando sempre più pesantemente gli spazi a mare dalla città, grazie alla costruzione di una massiccia barriera sul mare (non più un muro o una recinzione ma adesso un vero e proprio edificio) che recinga tutta l’area portuale, almeno dal lato dove confina con la città e che taglierà completamente il rapporto vitale tra la città di mare e il suo porto, chiudendo qualsiasi visuale su di esso, se non per chi vorrà passeggiare ”in altura” (sulla passerella appoggiata sul tetto del proposto edificio barriera), magari respirandosi le polveri di un sempre più intenso spostamento merci su camion.

Il Presidente dell’Autorità Portuale, tralasciando questa non secondaria precisazione, ha inoltre illustrato il progetto di “water front” basandosi sulla cartografia relativa al progetto di ampliamento del Porto già bocciato in sede di valutazione di impatto ambientale dai Ministeri competenti.

Nessuna tra le figure istituzionali presenti lo ha fatto notare ed il  pubblico purtroppo non poteva parlare.

Non vorrei che qualcuno tentasse di rilegittimare ciò che già è stato bocciato per legge.

Partendo da tale episodio, mi domando su quali basi tecniche, i consiglieri circoscrizionali siano stati messi in grado di valutare seriamente ed approfonditamente il progetto.

In questo quadro mi sembra, inoltre, altamente irresponsabile, soprattutto da parte del Comune, presente con l’Assessore Nannini, sostenere che comunque il progetto vada realizzato perché ci sono 25 milioni di € da spendere.

Di questi tragici film , il martoriato territorio di Massa e Carrara ne ha già visti fin troppi.

Mi sbaglio, o una volta , Nannini apparteneva al partito (Pri) che del rigore della spesa aveva fatto la sua bandiera?

L’Italia ed il nostro territorio sono pieni di cattedrali nel deserto realizzate solo perché si doveva spendere. Il Marble Hotel, la sopraelevata sul Carrione e potrei continuare. E’ giunto il momento di invertire questo scellerato sistema di trasformazione/distruzione del territorio.

Visti i precedenti, auspicherei che chi ci governa eviti di sprecare danaro pubblico e ponga maggiore prudenza prima di sostenere acriticamente qualsiasi cosa .

Infine il problema da porre, sul quale discutere, per l’infrastruttura di Marina di Carrara è: un progetto di Water Front per quale Porto?

Ha senso realizzare un’opera così significativa, da un punto di vista finanziario, urbanistico e ambientale in funzione di un porto commerciale, sostanzialmente in crisi e senza prospettive di lungo termine?

Sono ventanni che movimenta tre milioni di tonnellate (prevalentemente marmo) , nel frattempo gli occupati diretti si sono più che dimezzati (circa 140), costa svariati milioni di € l’anno alla collettività per i dragaggi, per il mantenimento di livelli mini di accessibilità e per nuove opere finalizzate all’attività di una sola società , la Porto di Carrara. Nel frattempo ha creato e continua a creare gravi problemi alla costa e conseguentemente al turismo, inibendo, con la sua invadenza, attività economiche ben più redditizie e meno dannose.

Tiene occupate più di un km di banchine , senza lasciare neanche 50 metri all’industria nautica, quando mediamente in un giorno attraccano 1,6 navi .

Un porto completamente tagliato fuori dai mercati mondiali del container, unico trend in espansione e economicamente redditizio dei mercati marittimi globali: Marina movimenta infatti solo 8.000 container l’anno, briciole rispetto al milione della vicina  La Spezia ed insignificante pulviscolo rispetto ai tre milioni di Genova ed ai circa due milioni di Livorno; e non potrà aumentarli per l’inadeguatezza strutturale dei fondali e per l’assoluta irrecuperabile mancanza di spazi a terra.

Un porto destinato a mercati di nicchia: polveri, insicuri e senza prospettive, come quello delle merci rinfuse e dei materiali lapidei .

Come si può pensare di ampliare un porto su costa bassa e sabbiosa per giunta  vicino alla foce di un torrente, che ci ha dimostrato la sua pericolosità e la sua forza distruttrice  pochi anni fa ?

Nel frattempo, abbiamo un’industria nautica che è l’unica vera novità produttiva di questo decennio senza spazi a mare. Assistiamo altresì ad uno sterile e inconcludente dibattito su un inutile “porticciolo turistico” da 900 posti  ubicato pilatescamente da una debole e subalterna classe politica  in un luogo funzionalmente ed idrogeologicamente sbagliato, che è la foce del Lavello.

Nel frattempo nelle vicine province della Spezia e di Lucca si progettano intelligentemente  interventi finalizzati a potenziare il turismo , l’industria e  la nautica da diporto.

Da noi no : si punta  sull’ ampliamento di un porto commerciale artificiale  finalizzato a movimentare prevalentemente blocchi, terre e sassi , e quindi polvere con bassissimi risultati occupazionali e altissimi impatti ambientali e sanitari.

Addirittura adesso si parla anche di una fantomatica quanto anacronistica acciaieria in una zona neanche industriale (viale Galilei!).

Eppure non siamo in Africa o in Sudamerica nel periodo coloniale.

Siamo nel terzo millennio, in una città appartenente alla  settima potenza mondiale che dista , due ore da Milano, una da Genova e Firenze, all’interno di una regione turistica tra le più importanti al mondo, sia per fatturato che per presenze.

Con tutte queste premesse rivolgo una proposta all’Autorità Portuale, che non dimentichiamolo , è un ente pubblico : prima di avventurarsi in faraonici e costosi piani di sviluppo perché non affida 50 o 100.000 €. ad un’Università vicina per uno studio comparato di possibili scenari di utilizzo dell’attuale infrastruttura portuale di Marina di Carrara (senza ampliamenti)  alternativi al porto commerciale, utilizzando tra i parametri i livelli occupazionali, l’utilizzo degli spazi e l’impatto ambientale?

Forse verrebbero fuori delle sorprese ed anche delle soluzioni più vicine e più semplici di quanto sembri.

In ultimo, ritengo che il nuovo Partito Democratico, in previsione anche della prossima importante consultazione elettorale in Provincia e al Comune di Massa, debba affrontare seriamente e pubblicamente una discussione su questo tema e non dimostri, come hanno fatto finora D.S. e Margherita, una totale subalternità culturale e politica alla Porto di Carrara S.p.a. relegando alle anguste stanze delle segreterie  vitali decisioni per il nostro futuro. Nel programma nazionale del partito ci si sofferma moltissimo sul concetto di “qualità dello sviluppo” contrapposto ad una crescita quantitativa che immiserisce economia ed ambiente. Queste parole hanno un senso anche a Massa e Carrara oppure no?

Attendo risposte da Narciso Buffoni,  coordinatore provinciale del Partito Democratico , che conosco per persona sensibile e responsabile, e dai componenti del nuovo Esecutivo Provinciale.

 

 

 

Postato da: riccardocanesi a 20:52 | link | commenti (4)