Pensieri e parole di uno che vuol bene al suo Paese e al Pianeta

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Utente: riccardocanesi
Nome: Riccardo Canesi
Laureato in Geografia Regionale. Mi occupo di ambiente da circa 25 anni.Sono stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi.Ho avuto negli ultimi vent'anni diversi incarichi istituzionali (Consigliere comunale, Deputato, Capo della segreteria del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi). Dal 2005 ho ripreso la mia attività di docente di Geografia nelle scuole medie superiori . Collaboro con l'Università di Pisa, con Euromobility, l'Associazione nazionale dei Mobility Manager e la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

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venerdì, 12 dicembre 2008
“Qualcuno sul Porto di Carrara “dà i numeri” nel vero senso della parola”

Ospito volentieri un intervento del Comitato per la Salvaguardia del Litorale Apuano sul Porto di Carrara

Abbiamo letto con molto interesse il resoconto giornalistico dello studio fatto dalla Camera di Commercio e dalla Provincia sull’importanza economica del Porto e , riservandoci una più accurata valutazione del documento ufficiale, non ci resta , per il momento sulla base di quanto pubblicato ,che esternare tutto il ns sconcerto per le cifre assolutamente esagerate e infondate  che ne sono emerse.

Tralasciando il fatto che , da attenti e affezionati lettori della stampa locale, avremmo confidato in un qualche seppur leggero accenno di spirito critico da parte del cronista contro l’imperante “pensiero unico portuale”,  non ci sembra che il metodo usato sia molto “scientifico” contrariamente a quanto afferma il Presidente dell’Autorità Portuale

Riguardo al numero degli occupati  si fa infatti  un unico calderone dei posti di lavoro  ben diversi tra di loro e la maggioranza dei quali non collegata all’attività commerciale del Porto che – è bene ribadirlo – dispone con la società concessionaria  di meno di 140 dipendenti diretti , la maggior parte dei quali – per giunta – pagati al minimo contrattuale.

L’obiettivo è chiaro : enfatizzare i numeri  per convincere l’opinione pubblica della bontà dei futuri devastanti – per l’economia e per l’ambiente -  progetti di ampliamento portuale nonostante le già avvenute bocciature del Ministero dell’Ambiente e della Regione.

A ns parere, molti di questi posti di lavoro non si perderebbero affatto con la parziale riconversione del Porto da commerciale a turistico (vedi progetto “Porchera”) ma anzi verrebbero ulteriormente incrementati – e qualificati -  con lo sviluppo dell’industria nautica e della nautica da diporto all’interno dell’attuale bacino portuale.

Ci stupisce constatare come l’Istituto di Studi e Ricerche, che ricordiamo è organo della Camera di Commercio e quindi per niente neutrale (essendo presenti  negli organismi camerali rappresentanti di società operanti nel Porto) , si limiti ad un’analisi rozzamente e prettamente economicistica , cercando di misurare solo  la presunta ricchezza prodotta del Porto  e non contabilizzando affatto tutte le diseconomie da questo create nei confronti di un’attività turistica e di un’industria nautica bloccate dall’attività commerciale portuale  , entrambe non in grado quindi di esprimere il loro  grandissimo potenziale di sviluppo.

Dispiace , inoltre , rilevare come i ricercatori  del suddetto Istituto, in un’epoca di grave crisi ambientale planetaria e locale , e con tonnellate di letteratura scientifica ormai  prodotta sulla contabilità ambientale e sullo sviluppo sostenibile , non abbiano finora , nei loro Rapporti, tentato di quantificare i costi ambientali, sanitari e sociali prodotti dalle diverse attività e , quindi, in questo caso dal Porto. Non sono velleità ambientaliste .La moderna economia oggi non può fare a meno di valutare il suo impatto sulle risorse ambientali e gli studi seri già lo fanno da anni.  

Tanto per chiarirci :

-          chi paga l’erosione dell’intero litorale da Fiumaretta a Forte dei Marmi?

-          chi paga il continuo dragaggio del bacino portuale?

-          chi paga i costi sanitari e ambientali prodotti dalle migliaia di camion che gravitano sul Porto attraversando la città?

-          chi paga il consumo di spazi pubblici sempre più  limitati e quindi preziosi e costosi ?

Se si tentasse , con più competenza ed onestà intellettuale, di comprendere anche queste voci nelle analisi sulle “magnifiche sorti e progressive” del ns Porto forse verrebbero fuori risultati molto più deludenti e per nulla esaltanti.

Da contribuenti, tra l’altro,  non ci fa piacere vedere spendere i ns soldi per studi non aggiornati sul piano metodologico e con tesi nettamente precostituite

Ci auguriamo soltanto che i ns Amministratori  non siano preda delle psicosi che studi di questo genere vorrebbero generare ma con obiettività e intelligenza considerino nello loro decisioni  queste imprescindibili e oggettive ragioni.

Postato da: riccardocanesi a 18:24 | link | commenti

martedì, 02 dicembre 2008
PADOVA E REGGIO EMILIA VINCONO EX EQUO

PADOVA E REGGIO EMILIA VINCONO EX EQUO

IL PREMIO CITTA’ AMICHE DELLA BICICLETTA

Per la categoria enti prima classificata la Provincia di Milano e tra le aziende la Usl di Imola. La premiazione si è tenuta oggi a Parma alla presenza della campionessa olimpica Tatiana Guderzo.

 

 

Si è svolta oggi  martedì 2 dicembre  presso il Centro Congressi di Parma la premiazione delle città che hanno partecipato alla quarta edizione del Premio Città Amiche della Bicicletta promosso da Euromobility in collaborazione FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, AICC - Associazione Italiana Città Ciclabili, FCI - Federazione Ciclistica Italiana, ANCMA - Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori e ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani. La cerimonia ha avuto  come ospite Tatiana Guderzo, medaglia di Bronzo di ciclismo su strada alle Olimpiadi di Pechino 2008 ed è stata sponsorizzata da Comieco.

 

Al concorso hanno partecipato numerosi progetti per le quattro categorie previste: Comuni con meno di 30mila abitanti, Comuni con più di 30mila abitanti, enti locali e aziende. La giuria che ha esaminato i progetti ha assegnato al Comune di Padova e al Comune di Reggio Emilia ex aequo il primo premio per la categoria grandi Comuni mentre una menzione speciale è andata al Comune di Savigliano (CN) e al Comune di Collegno (TO). Per la categoria enti vince la Provincia di Milano, menzione speciale alla Provincia di Treviso. Per la categoria aziende il premio va all’Azienda USL di Imola, menzione speciale alla FAO Staff Coop - CYCOM.

 

Riccardo Canesi di Euromobility, membro della giuria che ha esaminato i progetti e che ha coordinato  la premiazione, spiega il perché dei premi assegnati :“Reggio Emilia ha dimostrato di promuovere costantemente politiche a favore della bicicletta puntando non solo sull’infrastrutturazione ma anche sulla sensibilizzazione e sulla comunicazione utilizzando al meglio le energie provenienti dall’associazionismo. Inoltre nel 2008 ha inaugurato PedalaRE il nuovo servizio di bike sharing. Padova merita questo premio poiché è la città che, in proporzione agli abitanti, ha investito di più sulla bicicletta, ad esempio attraverso la riqualificazione di zone degradate con il progetto AsfaltArt, ottenendo risultati più che lusinghieri riguardo al modal split. La Provincia di Milano – continua Canesi - ha dimostrato un grande impegno nella programmazione e realizzazione di percorsi ciclabili in un contesto per nulla semplice dal punto di vista urbanistico ed amministrativo. A lei anche il merito di aver organizzato con grande competenza la Prima Conferenza Nazionale della Bicicletta. Infine, siamo stati ben lieti di premiare l’Azienda USL di Imola per il progetto Tuttinbici inserito nelle intelligenti politiche di mobility management aziendale per i 1.720 dipendenti”.

 

Le menzioni speciali vanno al Comune di Savigliano per aver implementato il servizio di bike sharing; al Comune di Collegno, capofila per i Comuni della Zona Ovest di Torino, per il progetto di bike sharing Bicinsieme; alla Provincia di Treviso per l’istituzione dell’Osservatorio Provinciale delle piste ciclabili; alla FAO Staff Coop – CYCOM, comunità dei ciclisti della FAO di Roma che si è organizzata volontaristicamente per favorire la mobilità ciclistica dei 6.000 dipendenti.

 

Postato da: riccardocanesi a 21:56 | link | commenti