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Nome: Riccardo Canesi
Laureato in Geografia Regionale. Mi occupo di ambiente da circa 25 anni.Sono stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi.Ho avuto negli ultimi vent'anni diversi incarichi istituzionali (Consigliere comunale, Deputato, Capo della segreteria del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi).
Dal 2005 ho ripreso la mia attività di docente di Geografia nelle scuole medie superiori .
Collaboro con l'Università di Pisa, con Euromobility, l'Associazione nazionale dei Mobility Manager e la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
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Pubblico un Comunicato del Comitato per la Salvaguardia del Litorale Apuano
“ Nel nuovo Piano Strutturale ci sono scelte devastanti per Marina di Carrara”
In merito al nuovo Piano Strutturale che il Comune si sta accingendo a presentare, il Comitato per la Salvaguardia del Litorale Apuano, denunciando innanzitutto la mancata partecipazione dei cittadini ad ogni fase del procedimento come da L.R. 3 gennaio 2005 n°1, rileva quanto segue :
1) Ancora una volta il Comune di Carrara dimostra totale passività nei confronti dell’Autorità Portuale rinunciando alle sue prerogative di pianificazione nel tratto di costa tra foce del Carrione foce del Lavello , unico tratto di costa in cui si vede ancora il mare . Se fosse stato così già tre anni fa , la collettività carrarese si sarebbe trovata un muro lungo
2) Altro elemento di criticità è data dalla cosiddetta “zona umida” della Fossa Maestra. Perché quella che è “un’invariante” nel vigente Piano Strutturale diventa non più un elemento intoccabile bensì suscettibile di edificazione? Non ci sembra molto “edificante” da parte del Comune aver giustamente abbattuto una struttura illegittima (il famose Residence Marina Mare) al fine di realizzarvi un’oasi naturalistica e oggi, al contrario, permetterne l’edificabilità.
3) Non siamo d’accordo neanche sulla destinazione futura dell’area di Marina Nord ,quella in prossimità della Covetta dove si prevede una massiccia edificazione.
4) In ultimo rimaniamo allibiti dall’apprendere che nell’area di Villa Ceci sono previste attività residenziali e commerciali per 48.000 mq (con un insediamento di 1.371 nuovi abitanti!!) e 17.000 di attività turistiche (!?),. Evidentemente un dibattito ormai trentennale sull’esigenza di destinare questa ultimo spazio residuale verde a parco pubblico, condiviso dalla stragrande maggioranza della popolazione, non è servito a nulla. A tal fine , per realizzare finalmente il Parco, proponiamo al Comune, onde evitare possibili perequazioni con i proprietari ,di utilizzare le risorse provenienti dalle compensazioni che la Salt pagherà per il passaggio della terza corsia.
Tralasciando i rilievi ampiamente critici anche sulle altre zone del Comune toccate da questa nuova ondata di ingiustificata cementificazione, facciamo notare che il Comune di Carrara è stabile demograficamente da oltre 40 anni (circa 65.000) e che presenta un territorio pianeggiante tra i più cementificati e impermeabilizzati della Toscana (vedasi catastrofica alluvione del 2003) .
Perché consumare ulteriore e prezioso suolo agricolo e naturale? Da dove sono state desunte le previsioni per un aumento di 15.000 nuovi abitanti nel Comune di fronte alla sua quarantennale “crescita zero”? Perché alterare definitivamente il già instabile equilibrio urbanistico dei tre centri urbani (Carrara, Avenza, Marina) con ulteriori caotiche fusioni del tessuto edilizio ? Il grande urbanista Luigi Piccinato autore del primo grande PRG ,si rivolterà nella tomba constatando la melassa urbanistica , senza capo né coda e senza alcun rispetto per i connotati ambientale, culturale e storico ,che discenderà da questo irresponsabile e devastante nuovo Piano Strutturale.
Ci auguriamo che gli amministratori comunali, forse un po’ troppo influenzati da interessi molto particolari che pensavamo sconfitti, facciano un passo indietro e recepiscano le nostre proposte.
I cittadini che sono d’accordo con noi sono quindi invitati a partecipare all’incontro promosso dal Comune c/o la Circoscrizione di Marina il prossimo martedì 27 , alle ore 21, e a far sentire la loro voce di dissenso.