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Nome: Riccardo Canesi
Laureato in Geografia Regionale. Mi occupo di ambiente da circa 25 anni.Sono stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi.Ho avuto negli ultimi vent'anni diversi incarichi istituzionali (Consigliere comunale, Deputato, Capo della segreteria del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi).
Dal 2005 ho ripreso la mia attività di docente di Geografia nelle scuole medie superiori .
Collaboro con l'Università di Pisa, con Euromobility, l'Associazione nazionale dei Mobility Manager e la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
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Ecco le mie dichiarazioni alla Conferenza Stampa di stamani promossa dalle Associazioni ambientaliste e dei Comitati carraresi contro la Variante al Piano Strutturale del Comune di Carrara
In merito alla nuova Variante al Piano Strutturale di Carrara occorre fare almeno due obiezioni : una sul metodo , l’altra sul merito. La prima si riferisce al grave e mancato iter partecipativo della popolazione , previsto dalle leggi regionali, che il Comune colpevolmente non ha attivato. In merito al secondo aspetto, tralasciando per il momento il bisogno di spazi commerciali che può avere un senso se collocati in aree già urbanizzate e/o dismesse, desta molta perplessità l’ulteriore previsione di crescita delle volumetrie destinate alle abitazioni in una città ormai stabile demograficamente da circa 50 anni (65.000 abitanti), anzi in leggero declino. E’ vero che è cambiata la struttura demografica (più famiglie con meno elementi) ma è pur vero che già nell’81 a Carrara (secondo il Censimento Istat) c’erano 3.787 abitazioni non occupate pari alla bellezza di 12.616 stanze, il tutto per oltre un milione di mc !!!.Oggi dopo 30 anni circa tutto fa supporre che le abitazioni vuote siano notevolmente aumentate. Se le nuove volumetrie abitative previste dalla Variante 2009 fossero destinate ad edilizia economica, sociale e convenzionata potremmo essere in buona parte d’accordo ma ciò non accade perché, se andrà bene, tale tipologia di abitazioni (quella più richiesta da chi ha bisogno di case) riguarderà meno del 10 % del nuovo costruito. Noi vogliamo sapere dal Sindaco sulla base di quali esigenze economico-sociali sono previste centinaia di migliaia di mc di nuove costruzioni e da quale fonte scientifica hanno attinto il dato di 15.000 nuovi abitanti per i prossimi anni!! Basta con l’edilizia come forma di investimento speculativo! Il nostro territorio non ha bisogno di ulteriori seconde o terze case, per giunta vuote! Dall’ideologia della crescita a quella della trasformazione. Il Comune di Carrara ha la fortuna/sfortuna di possedere un territorio straordinario e molto variegato dal punto di vista paesaggistico e ambientale (tra quelli a maggiore biodiversità in Italia) e quindi molto vulnerabile come purtroppo recenti tragedie (alluvione del settembre ’03) hanno testimoniato .Inoltre è uno dei Comuni più piovosi d’Italia . Se teniamo conto dei cambiamenti climatici in atto che porteranno (alle ns latitudini) ad eventi piovosi estremi e cioè sempre più improvvisi ed intensi (tropicalizzazione del clima) occorre fare ancora più attenzione all’equilibrio idrogeologico dell’intero territorio : dalla cima del Sagro alla foce del Carrione. Occorre pertanto pensarci sempre due volte prima di decidere di consumare ( e quindi cementificare) ulteriore suolo naturale e agricolo pena altre disgrazie. Nella Relazione del PRG’90 si rileva che il Comune allora mancava di ben 320.000 mq di verde pubblico . Non credo che in questi 19 anni tale deficit sia stato recuperato ma anzi semmai ulteriormente incrementato . Come e dove pensa il Comune di realizzarlo se oltre tutto si prevedono consistenti cubature nel “Parco” di Villa Ceci , Fossa Maestra , la Covetta e Nazzano? La rinuncia da parte del Comune a pianificare tutto il fronte mare in Viale da Verrazzano (tra il Carrione e il Lavello) ma di affidarlo all’Autorità Portuale è di una gravità sconvolgente : conferma , al di là delle recenti e scontate punture di spillo tra monopolista portuale e Sindaco ,la sudditanza dei nostri Amministratori ad un’impresa privata e la volontà di ampliare ad est , in maniera dannosa e inutile, il Porto commerciale nonostante le bocciature dei Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali e della Regione. Sarà nostra cura , nelle prossime settimane, informare meglio la cittadinanza su quanto accade , sui rischi di ulteriori speculazioni edilizie, sui danni ambientali, economici e sociali che una simile previsione potrà comportare organizzando anche un Convegno nazionale su “Consumo di suolo e speculazione edilizia”.
CEMENTO?
NO, GRAZIE
Contro il rischio di ulteriore, pesante e irreversibile cementificazione del territorio carrarese causato dalla nuova Variante al Piano Strutturale
SEI INVITATO A PARTECIPARE
ALL’INCONTRO PUBBLICO
CON IL SINDACO
LUNEDI 9 NOVEMBRE ALLE ORE 17
AL CINEMA GARIBALDI
Via Verdi – Carrara
NON FARTI RUBARE IL FUTURO! PARTECIPA E FAI PARTECIPARE
Associazioni e Comitati uniti per Carrara
Ospito volentieri la lettera di Alessandra D'Aietti (Presidente di Fiab Ruota Libera Apuo Lunense) al Sindaco di Carrara
Gentile Sindaco,
prendiamo atto del fatto che il progetto presentato dalla nostra associazione circa la costruzione di una pista ciclo-turistica lungo la ex Ferrovia Marmifera è stato scartato dalla Regione Toscana e non verrà finanziato con i soldi destinati al PIUSS. Ci dispiace che per l'ennesima volta si parli di sviluppo sostenibile senza considerare interventi che rappresentano la base su cui costruire politiche di effettiva sostenibilità.
Da almeno 15 anni abbiamo cercato di stimolare nelle amministrazioni che si sono succedute una cultura proiettata finalmente verso il futuro, un futuro in cui bisognerà ripensare per forza i nostri stili di comportamento. Quel futuro è già qui, anche se molti sembrano non accorgersene, ma se la gente comune, poco e male informata, può continuare a vivere ignorando la gravità della situazione ambientale planetaria (ma anche locale), non è possibile che chi amministra la cosa pubblica resti arroccato su posizioni anacronistiche. Questo principio Lei lo ha adottato quando, nonostante le critiche di molti commercianti e abitanti del centro storico, ha voluto finalmente chiuderlo al traffico. Di questo le riconosciamo il merito, Carrara sta riacquistando una vivibilità che aveva perduto, lo riconoscono anche molti iniziali scettici. Ci sarebbero, a nostro avviso, alcune migliorie da apportare, sono dettagli, ma hanno la loro importanza “politica”:
1) Nella segnaletica non compaiono le biciclette, il cui uso andrebbe invece stimolato anche in quel modo.
2) Mancano luoghi dove lasciare le biciclette, le piazze del centro non sono attrezzate con apposite rastrelliere.
3 ) Necessità di procedere con un Progetto di Bike Sharing (già peraltro a Lei proposto)
Ma il vero problema, al di là di questi dettagli, riguarda il sistema della mobilità di tutto il territorio comunale. Non si può più tollerare la mancanza di un piano di mobilità che scoraggi l'uso dell'automobile, ovvero, che inizi a far ritenere più utile, comodo, vantaggioso, divertente, sicuro, salutare lo spostamento a piedi, in bicicletta o sui mezzi pubblici, secondo linee d'azione già da tempo perseguite da tutte le amministrazioni di qualsiasi colore nelle città meglio amministrate d'Italia.. Ma l'aspetto più grave a nostro avviso e' che la Sua amministrazione non si renda conto che scoraggiare l'uso dell'auto conviene all'amministrazione stessa, in termini economici, sociali, sanitari e di gestione degli spazi del territorio. La cultura, le buone pratiche di condotta quotidiane si sviluppano quando si offrono le alternative valide, quando il territorio è in grado di mettere a disposizione servizi e spazi consoni ad uno stile di vita meno dannoso per l'ambiente e per la salute. Siamo indietro di circa venti anni, e questo è ingiusto e dannoso per la qualità della vita di tutti, primi i bambini.
Il deficit culturale che talvolta si riscontra nella nostra zona e che impedisce che parte della popolazione avverta l'esigenza di organizzare i propri spostamenti in modo più razionale (ed economico) non può rappresentare un alibi per l'immobilismo decisionale da parte politica.
Lei crede che qualcuno della sua giunta abbia l'abitudine a prendere l'autobus? Eppure solo mettendo il naso nelle realtà che si pretendono di amministrare se ne possono capire le reali problematiche, e formulare realistiche strategie d'intervento.
A tal fine le consiglio un esperimento: vada a Carrara con una mamma e i suoi bambini e li accompagni in piazza a giocare. Vedrà, ad esempio, che non ci sono luoghi e attrezzature ad hoc pensate per i più piccoli, e che gli spazi verdi mancano. Segua la mamma nel tentativo di raggiungere il parco giochi più vicino. Si accorgerà che la mamma in questione, col bambino piccolo nel passeggino e l'altro magari sulla bicicletta, nel tentativo di raggiungere il parco della Padula si troverà a dover superare ostacoli degni delle fatiche di Ercole, il più difficile dei quali consiste nel tentativo di non essere schiacciata dai camion che scendono da Gragnana in direzione Carrara, visto che non esiste un marciapiede o un percorso ciclo-pedonale che colleghi la fine della salita di Grazzano con l'entrata del parco: si tratta di poche centinaia di metri, ma di una pericolosità estrema. Non che, giunti al ponte siano finiti tutti i guai: dopo aver attraversato l'infrastruttura inaugurata in tutta fretta circa 10 anni fa, e mai conclusa (su cui potremmo aprire un altro doloroso capitolo) Lei, con l'audace famigliola, si troverebbe a camminare su un percorso mal lastricato, impraticabile per un passeggino, dove il bambino in bici sicuramente cadrebbe, a causa dei numerosi buchi. Non meravigliamoci se la mamma in questione da domani deciderà di portare i suoi bambini al parco di Marina di Carrara. Come ci andrà? Probabilmente in auto.
Molte persone invece, se potessero, andrebbero da Carrara a Marina in bicicletta, magari con tutta la famiglia, bambini compresi. Ad oggi un'idea del genere è pura follìa.
Lei l'ha mai presa la bicicletta, sindaco, per andare al mare da Carrara? Si arriva in un lampo ma..il viale è pieno di buchi, pericolosi e anche dannosi per la schiena (e dolorosi). Un viale così trafficato, anche da mezzi pesanti è comunque non sicuro per le biciclette, che avrebbero bisogno di un tracciato separato rispetto alla carreggiata. Ad oggi, inoltre, il percorso inverso è complicato: la pendenza in molti tratti è scoraggiante per le persone comuni. Dal 1997 esiste un progetto di riconversione del tracciato della ex Ferrovia Marmifera in un percorso ciclo-pedonale grazie al quale si potrebbe raggiungere la città di Carrara usufruendo di una minima pendenza (che non supera mai il 2%). Nel marzo del 2008 Lei partecipò ad una conferenza all'istituto Zaccagna dedicata a tale progetto. La sua adesione, direi, entusiastica all'iniziativa e le sue parole ci fecero ben sperare nella possibilità che finalmente il nostro Comune investisse in quest'opera. Da quel momento non abbiamo ricevuto nessun tipo di riscontro, le sue parole sono state seguite da un silenzio ormai lungo e un tantino imbarazzante.
Si badi che il nostro obiettivo non è quello di allietare la gita della domenica, ma di fornire ai ragazzi che vanno a scuola, agli adulti che devono raggiungere il lavoro, ai pensionati, ai disabili (che ignobilmente fino ad oggi confiniamo in casa perché non siamo in grado di offrire loro percorsi dove muoversi in autonomia) l'opportunità di spostarsi quotidianamente con semplicità in sicurezza, salvaguardando l'ambiente, evitando di congestionare le strade, migliorando la propria salute grazie al movimento fisico e all'abbassamento delle emissioni tossiche. Invece i bambini passano l'infanzia dentro le auto, scatoloni che impediscono loro di conoscere il luogo in cui abitano, di sviluppare il senso dell'orientamento, di muoversi in autonomia finché non diventano grandi, le persone si spostano prevalentemente in macchina, e tendenzialmente da sole, andando quotidianamente a congestionare strade e parcheggi.
La realtà odierna è scoraggiante, persino i pochi e incompleti tracciati che fino a qualche anno fa esistevano lungo il Viale XX Settembre e la Via Aurelia sono stati abbandonati a loro stessi e versano in condizioni disastrose. Spiace vedere che sull'Aurelia, dopo il confine con Massa, compaia dal nulla una pista che permette di raggiungere il centro vicino: il senso e la forza dei percorsi ciclo-pedonali consiste nella rete che essi possono creare non solo dentro al territorio comunale, ma anche tra comuni di confine. Invece oggi assistiamo al fenomeno quasi grottesco dello spostamento in automobile da Marina di Carrara fino ai Ronchi per poi parcheggiare e fare un giro in bicicletta o sui pattini sui tracciati della Versilia. I principali assi viari (come ad esempio l'Aurelia o il lungomare) dovrebbero essere considerati a livello intercomunale e interprovinciale in vista di costruire percorsi di collegamento tra i principali centri del territorio apuo-lunense e versiliese. Pare invece che non ci sia la volontà di coordinare politiche che superino i vincoli politico-amministrativi per pensare e ripensare il nostro territorio a partire dalla continuità e dall'identità geografica che lo contraddistingue.
Le lacune circa politiche di ampio respiro e di ampio raggio appaiono tanto più gravi poiché il nostro territorio è situato in una posizione strategica, per il turismo e il cicloturismo proveniente dal nord Italia e dal nord Europa; siamo attraversati anche dalla via Francigena, anche se pare non ci interessi. Di questi temi avremmo potuto parlare lo scorso 22 settembre, ma, come Lei sa, non abbiamo avuto il piacere di interloquire con nessun rappresentante della giunta comunale, nonostante gli inviti.
Nuove prospettive occupazionali si possono creare solo riconvertendo in parte la nostra economia, compatibilmente con la vocazione del territorio e con la sua salvaguardia. Questo principio è valido a livello nazionale come locale. E' giusto difendere i posti di lavoro, ma non è possibile perdere di vista le tendenze globali dell'economia e della produzione. Noi abbiamo la fortuna di poter disporre di risorse ambientali e paesaggistiche meravigliose. Dopo averle in parte dissipate, quel che resta è solo nostra responsabilità consegnarlo ai nostri figli, non solo perché vivano in un luogo gradevole, ma perché possano disporne per ottenerne dei vantaggi economici. Le potenzialità turistiche della nostra zona sono ancora poco sfruttate, ma se vogliamo che aumentino i visitatori, dobbiamo saper modellare il nostro territorio perché sia appetibile e comodo, perché i luoghi attrattivi siano ben raggiungibili, collegati, e perché non solo i luoghi, ma anche la cultura, le abitudini, la tradizione, vengano tutelati.
Un potenziale turista, oggi, per sentirsi a suo agio cosa dovrebbe trovare? Ad esempio la possibilità di raggiungere il Museo del Marmo in bicicletta, dalla stazione ferroviaria, o dal lungomare; oppure un servizio di bike sharing dove eventualmente affittare un mezzo, se ne fosse sprovvisto. Se esistesse la “ciclo-pista dei Marmi” incontrerebbe lungo il percorso (prevalentemente protetto e in parte immerso nel verde) i pannelli di un museo a cielo aperto sulla storia dei trasporti del marmo, e magari alcune statue di marmo ai lati. Dopo la visita al Museo del Marmo potrebbe riprendere il percorso, e fermarsi a visitare la ex stazione di S. Martino, ristrutturata e contenente l'archivio della Ferrovia Marmifera. Di nuovo in sella, potrebbe decidere di visitare il centro di Carrara, chiuso al traffico, di consumare in un bar o ristorante, di visitare il Centro Espositivo di S. Francesco (se fosse aperto!) oppure potrebbe lasciare la bici in un luogo idoneo e recarsi in pullman a Colonnata, alle Cave per una visita guidata, o a Campo Cecina...Se trovasse proposte interessanti, fiere, feste, mercati, concerti, si fermerebbe nel centro città e vi passerebbe la serata. I luoghi preferiti dai turisti offrono una rete di servizi e proposte coerenti, coordinate e continuative. Bisogna osare, pensare a politiche intelligenti, lungimiranti, in modo che quel che viene creato e costruito si mantenga e vada a formare un indelebile e accattivante biglietto da visita per la nostra città.
In ultima sintesi, molti dei problemi che affliggono il nostro territorio hanno a che vedere con il modo e i mezzi con cui lo attraversiamo, quotidianamente, per recarci al lavoro, a scuola, al supermercato, alla stazione, al parco o al mare. L'organizzazione di tali spostamenti non può prescindere dall'offerta di alternative, e queste a loro volta passano per la costruzione di infrastrutture adatte all'uso di mezzi non inquinanti e il potenziamento della rete del trasporto pubblico.
Le chiediamo un incontro, perché vorremmo sapere se la sua amministrazione ha intenzione di assumere impegni reali, seri, operativi in merito, e in che tempi. Ribadiamo inoltre la nostra disponibilità a mettere a disposizione le risorse umane e conoscitive di cui disponiamo.
Cordiali saluti.