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Utente: riccardocanesi
Nome: Riccardo Canesi
Laureato in Geografia Regionale. Mi occupo di ambiente da circa 25 anni.Sono stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi.Ho avuto negli ultimi vent'anni diversi incarichi istituzionali (Consigliere comunale, Deputato, Capo della segreteria del Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi). Dal 2005 ho ripreso la mia attività di docente di Geografia nelle scuole medie superiori . Collaboro con l'Università di Pisa, con Euromobility, l'Associazione nazionale dei Mobility Manager e la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

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venerdì, 27 marzo 2009
Ospito volentieri questo intervento di Italia Nostra :L’ARIA BUONA PER GRANDI E PICCINI E’ IN ZONA PORTO.

 

Avevamo promesso di tornare quanto prima a denunciare altri aspetti critici e inaccettabili, per le conseguenze sulla pubblica salute, legati alla movimentazione di merci in polvere nel porto di Marina di Carrara.

Già i bastimenti che più di frequente, negli ultimi tempi, attraccano al nostro porto sono vecchie navi dai motori obsoleti che inquinano altamente l’aria con gli intensi fumi neri che fuoriescono dalle loro ciminiere… Ma c’è da ribadire, ancora una volta, che essi caricano-scaricano minerali pulverulenti sfusi (non insacchettati) come Barite (BaSO4), Magnesite (MgCo3), e, soprattutto Bauxite (A2O3.XH2O), rilasciando in atmosfera nuvole di polveri micidiali… Recentemente sono state quattro le navi: la Notos, la Hawk, la Rorichmoon e la Sirocco.

E’ noto che dalla Bauxite (i cui giacimenti si trovano a Baux in Provenza, ma anche in altri siti in Italia, Islanda, Spagna, USA, India…) si può ottenere alluminio puro per riduzione elettrolitica, previa l’eliminazione delle impurezze di ferro e di silicio. La Bauxite deriva da rocce sedimentarie ed è costituita mediamente dal 55 al 65 % di ossido di alluminio e dal 5 al 10% dal diossido di silicio. Ciò che la rende, appunto, altamente nociva è la presenza del silicio che, se respirato, provoca la malattia detta silicosi. La Bauxite non serve però solo per produrre alluminio, ma anche per la fabbricazione di refrattari usati in siderurgia, di cementi molto resistenti e a rapido indurimento e dello smeriglio artificiale.

Ora, si dà il caso che chi gestisce le attività portuali è intenzionato ad aumentare il numero di navi che trasportano questo tipo di merci pericolose. Siamo costretti a ripetere, per l’ennesima volta, che il trasbordo dalle stive del minerale in questione avviene periodicamente sul molo di ponente, generando nuvole di polveri che, quanto a inquinamento, vanno ad aggiungersi ai gas di scarico delle centinaia di camion in transito in area portuale, nonché delle navi che, nella fase di stazionamento, per motivi di sicurezza, non spengono mai i motori.

Ma c’è di più e di peggio, stando a quanto ci viene segnalato! Nelle immediate adiacenze del porto, infatti, insistono i capannoni di alcune aziende addette al rimessaggio, riparazione e verniciatura di barche e scafi in plastica, nonché di automobili. I tetti di questi capannoni - e di altri nei dintorni - sono di eternit (lastre d’amianto, in condizioni non buone o pessime, tanto da ingenerare il sospetto di un possibile rilascio nell’ambiente delle pericolosissime fibre d’amianto.

Ma il fatto più grave ancora che viene denunciato da non pochi concittadini è che, accerchiato dalle infrastrutture portuali e da detti capannoni, proprio lì, all’inizio della passeggiata sul molo di ponente, si è realizzato un piccolo parco ludico per bambini, in verità assai frequentato dagli stessi e dai loro genitori o nonni anche per molte ore della giornata.

Come concludere? La passeggiata sul molo di ponente è spesso affollata di mamme con i loro piccoli, convinte di portarli a respirare aria “buona”… Analoga convinzione è dei familiari che fanno giocare i bimbi nel piccolo parco. Le foto che alleghiamo danno un’idea di come stanno, in negativo, le cose. Agli scettici e agli increduli sbigottiti… non resta, comunque, che andare sul posto e verificare se le cose stanno o non così. Possibile che nessun ente preposto alla tutela della salute si sia ancora e ancora accorto di nulla ?!

Se quanto sopra non bastasse a dimostrare con quale noncuranza è trattato il micro ambiente in zona porto, denunciamo infine il fatto che, a distanza ormai di anni, il sito adiacente al Bagno Mistral è ancora ricolmo di cumuli di detriti edilizi già del locale-ritrovo andato distrutto… Non è certo un bel-vedere né un invitante biglietto da visita e a sostare sul nostro litorale per residenti e turisti. Perciò, non facciamoci compatire!

 

                                   ITALIA NOSTRA, Sezione Apuo-Lunense

 

Postato da: riccardocanesi a 14:58 | link | commenti


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